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Insoddisfazione dei dipendenti: quanto costa alle aziende

Creato da: ADP Italia on 27 settembre 2016 in Human Capital Management

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La mancata produttività dovuta all’insoddisfazione dei dipendenti costa miliardi di dollari alle imprese americane: 300 miliardi per l’esattezza, secondo il Well-Being Index di Gallup-Healthways (1). Questo studio mette in luce che le persone sono sempre più insoddisfatte del loro lavoro, dei capi, dei colleghi e degli ambienti di lavoro e svela che l’insoddisfazione dei dipendenti ha come effetto assenteismo, presentismo (presenza al lavoro, ma scarsa concentrazione), bassa produttività e lavoro di qualità inferiore.

La mancata produttività non è il solo settore in cui i datori di lavoro pagano il prezzo dell’insoddisfazione dei dipendenti, che si fa sentire anche sotto forma di avvicendamenti, e quando si perdono dipendenti si perde fatturato. I costi di tutto ciò, secondo la Society for Human Resource Management (SHRM) (2), possono arrivare anche fino al 100 – 300% della paga base dei dipendenti persi di recente.

Che cosa devono fare le imprese?

I dipendenti sono soddisfatti? La soddisfazione della forza lavoro è davvero importante?

La risposta ad entrambe le domande è senz’altro sì. In base a uno studio sulla soddisfazione dei dipendenti condotto nel 2014 dalla University of Warwick (3), i più sani e supportati emotivamente sono i più produttivi. I dipendenti soddisfatti sono del 12% più produttivi della media, mentre gli insoddisfatti sono del 10% meno produttivi.

Basta guardare una pagina o due del playbook di Intuitive Research and Technology Corporation(4), http://reviews.greatplacetowork.com/intuitive-research-and-technology-corporation(5), nominata da Great Place to Work, per il secondo anno consecutivo, la società numero uno in cui lavorare fra le aziende di medie dimensioni.

Operante nel settore dei servizi di ingegneria e analisi, l’azienda si concentra su cinque punti principali:

  1. Incentivi e partecipazione agli utili: il programma di incentivi e partecipazione agli utili è speciale, perché è solido e comprende bonus periodici significativi tutto l’anno, oltre a un bonus per tutta l’organizzazione in novembre, basato in primo luogo sulle prestazioni dell’intera organizzazione, quindi su quelle del gruppo e infine individuali. IRT inoltre divide i profitti con tutti in marzo e il denaro confluisce nel piano pensionistico 401k.
  2. Boot camp per le certificazioni: per favorire lo sviluppo professionale dei dipendenti, IRT mette a disposizione internamente dei “boot camp” ai quali possono partecipare i dipendenti che si devono preparare per corsi di certificazione specifici, come il CESP (Certified Systems Engineer Professional). L’azienda fornisce istruttori e materiali e paga il costo dell’esame (dopo il superamento).
  3. CARE Day: per il programma CARE Day trimestrale, IRT mette a disposizione medico, fisioterapista, nutrizionista, esperto di alimentazione biologica e massoterapista, inoltre paga i trattamenti, gli esami e le visite, e invia a casa dei dipendenti gli esiti delle analisi del sangue e degli altri esami.
  4. VIP Leave: il Veterans Information Program (VIP) Leave è uno speciale programma ideato per assistere gli ex militari prima e dopo l’assunzione durante tutto l’anno, con iniziative formative in pausa pranzo e argomenti di interesse per gli ex combattenti. Il VIP Leave concede inoltre tre giorni di permesso all’anno pagati per visite presso l’ospedale militare e durante i periodi di congedo per i coniugi di militari in servizio.
  5. Indennità: IRT concede, ai dipendenti a tempo pieno, un’indennità annuale generale per il pagamento di contributi volontari. Se l’indennità non viene utilizzata per pagare i contributi, va a sommarsi al reddito.
Che cosa deve fare un responsabile HR?

Le HR possono sostenere nuovi modi per creare un ambiente di lavoro caratterizzato da maggiore soddisfazione prestando più attenzione alle procedure di selezione per accertare che i nuovi assunti si integrino nella cultura dell’azienda. Il report sull'”umore al lavoro” di Globoforce (6) aggiunge che è importante anche garantire che i dipendenti si sentano apprezzati. In base a questo sondaggio, il 69% dei dipendenti dice di lavorare di più se ottiene un riconoscimento, anche piccolo, per i risultati raggiunti.

I responsabili HR più preparati inoltre aiutano i datori di lavoro a soddisfare le esigenze personali dei dipendenti. Uno studio della Net Impact-Rutgers University (7) dimostra che l’88% dei dipendenti ritiene che non sia solo importante, ma addirittura fondamentale, avere un sano equilibrio fra lavoro e vita personale, unitamente a un’atmosfera positiva nel luogo di lavoro.

Gran parte di questo equilibrio spesso non costa un centesimo: è sufficiente coltivare le amicizie nel luogo di lavoro. Da uno studio di Jobsite UK (8) emerge che il 70% dei partecipanti afferma che coltivare amicizie sul lavoro ha un’influenza positiva sia sulla produttività che sulla soddisfazione.

Infine, i responsabili HR devono fare in modo che manager e supervisori comprendano quanto sia importante concentrarsi sui punti di forza dei singoli dipendenti. In ultima analisi, questo è un fattore in grado di far raddoppiare il numero dei dipendenti soddisfatti, secondo una ricerca condotta da Gallup (9).

I risultati finali

Le statistiche sulla soddisfazione dei dipendenti e i suoi effetti sulla produttività e i risultati finali sono molto significative. I responsabili HR avveduti dedicano pertanto più attenzione al concetto di creare nel luogo di lavoro un clima che porti alla soddisfazione globale, non solo alla soddisfazione sul lavoro. Implementare cambiamenti può costare più tempo e denaro, ma volendo credere ai risultati delle ricerche, i benefici che ne derivano in termini di produttività, guadagni e fidelizzazione dei dipendenti sono inestimabili.

 

FONTI:

 

 

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TAGS: dipendente impegno dei dipendenti morale Soddisfazione soddisfazione dei dipendenti

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