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L’esternalizzazione come risposta alle trasformazioni aziendali: 3 suggerimenti perché sia efficace

Creato da: ADP Italia on 26 luglio 2016 in Multinational & Globalization

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Spesso le aziende considerano l’esternalizzazione come una scelta spiacevole dovuta alla necessità di adeguarsi alle trasformazioni aziendali; in realtà non è esattamente così. Il ricorso ad altre persone per far fronte alle responsabilità potrebbe essere il modo migliore, se non l’unico, di gestire la crescita.

Quando un’azienda si ingrandisce capita facilmente che il carico di lavoro aumenti, ed è importante che le energie dei dirigenti si concentrino sul mantenimento delle funzioni centrali dell’organizzazione. Il team interno di dirigenti, manager e dipendenti esperti può occuparsi delle funzioni centrali mentre molte altre attività possono essere efficacemente svolte da risorse esterne.

Naturalmente la decisione di esternalizzare e la transizione devono essere gestite con cura. Proponiamo dunque tre suggerimenti per la strategia da adottare.

  1. Cercare una società esterna che cresca con l’azienda

È consigliabile prendere in considerazione una società esterna che sia in grado di gestire il carico di lavoro non solo nel presente anche negli anni a venire. Relativamente alla gestione del capitale umano, è necessario esaminare vari aspetti. Ad esempio: sono presenti lavoratori iscritti ai sindacati? Ciò può significare pacchetti di benefit diversi da gestire e quindi la necessità di qualcuno che abbia le capacità di gestire più piani senza grosse difficoltà. Le sedi hanno tutte le stesse tabelle salariali o tabelle diverse? Se l’azienda ha sedi in più stati (o intende espandersi in più stati), la società esterna è in grado di garantire la conformità alle leggi di tutti gli stati coinvolti?

  1. Selezionare una società esterna che condivide la visione aziendale

La visione è di importanza cruciale per il successo dell’azienda durante l’espansione. È importante trovare una società esterna che aderisca agli standard dell’azienda e comprenda gli obiettivi aziendali presenti così come le previsioni per il futuro.

Se ad esempio si esternalizzano attività operative, è fondamentale sincerarsi che il nuovo partner capisca gli standard e la cultura interni dell’azienda e vi si conformi. Se la società esterna è in un altro paese, può essere opportuno chiedere che il lavoro venga svolto in base a standard più elevati rispetto a quelli imposti dalla legislazione locale. L’espressione chiara delle proprie aspettative al nuovo partner darà i suoi frutti.

Si veda il caso dell’articolo di Forbes secondo il quale Apple “si affida all’esternalizzazione per attuare il proprio modello produttivo. I prodotti vengono progettati internamente e i terzisti attivano per conto dell’azienda una complessa catena di fornitura e produzione”.

  1. Prevedere e gestire i rischi dell’esternalizzazione

Come per qualsiasi decisione aziendale, anche l’esternalizzazione è associata ad alcuni rischi che i dirigenti devono prevedere e gestire. L’interruzione della catena di fornitura, un calo del morale aziendale dovuto al timore di perdere il lavoro e la mancata comprensione delle norme sul lavoro dell’area in cui si esternalizza sono solo alcuni esempi.

Nel caso di un’azienda, l’assunzione di un partner in grado di soddisfare le esigenze IT ha richiesto una “due diligence” maggiore del previsto. Come si racconta nell’articolo di CIO (1) “7 Outsourcing Nightmares and How to Avoid Them”, un produttore di specialità chimiche ha assunto un grosso partner IT con un approccio indifferenziato. Quando sono saltati fuori problemi specifici nelle sedi aziendali, prevalentemente autonome, il partner IT non era pronto per affrontarli e per risolverli il produttore ha dovuto rivolgersi a terzi indipendenti, spendendo più del previsto.

Per valutare i partner a cui esternalizzare, le aziende devono eseguire apposite ricerche e prendere in considerazione i consigli degli analisti. Non solo. Devono anche assicurarsi che il nuovo partner sia in linea con la cultura aziendale e prevedere in che modo l’esternalizzazione possa influire sulle funzioni quotidiane nonché sui dipendenti già esistenti.

La gestione del cambiamento può spaventare all’inizio, ma è opportuno ricordare il concetto delle funzioni centrali. La funzione centrale della società esterna è quella che l’azienda ha deciso di esternalizzare, e si presume che la società esterna sia in possesso del know-how e della tecnologia necessari per lo svolgimento efficiente del lavoro. La scelta strategica di esternalizzare le funzioni non centrali consentirà all’azienda di concentrasi sul proprio esclusivo valore aggiunto.

 

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TAGS: esternalizzazione Gestione delle risorse umane trasformazione aziendale

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