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Pronti per le ferie illimitate?

Creato da: ADP Italia on 30 agosto 2016 in Human Capital Management

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Le politiche incentrate sulle ferie illimitate stanno vivendo il loro momento. La cosa non sorprende affatto, l’idea di concedere ai dipendenti tutto il tempo che desiderano è affascinante. Nonostante ciò, finora le politiche favorevoli alle ferie illimitate sono state applicate raramente. Secondo la Society of Human Resource Management (1) (SHRM), in effetti, meno dell’1% dei datori di lavoro adotta questo approccio.

Ferie illimitate: perché?

Alcune aziende, come Netflix (2), scelgono la strada delle ferie illimitate perché credono che la pratica delle vacanze flessibili susciti il senso di proprietà. I dipendenti esenti prendono tutto il tempo di ferie che desiderano e nessuno ne tiene traccia. L’azienda si concentra sui risultati delle persone, non su quante ore o giorni lavorano; questa è la spiegazione fornita dall’azienda nella sua presentazione “Freedom & Responsibility Culture” (3).

Virgin (4) ha deciso di adottare le ferie illimitate sia per attrarre persone di talento sia per aumentare la produttività. Alla base della scelta c’è l’idea che se i dipendenti prendono i giorni di ferie di cui hanno bisogno per la propria vita personale, quando tornano in azienda sono più carichi e pronti per dedicarsi interamente al lavoro.

Le ferie illimitate aumentano la produttività?

Secondo l’ultimo sondaggio di Harris (5), il dipendente americano medio con ferie pagate ha preso poco più della metà del tempo previsto nell’anno precedente. Lo stesso sondaggio segnala che il 25% ha usufruito delle ferie interamente, il 40% ne ha usufruito per un quarto o meno e il 15% non ne ha usufruito affatto.

Secondo uno studio di Gallup (6) sul coinvolgimento dei dipendenti, questo quadro non è un buon segno né per l’azienda né per il lavoratore, perché un dipendente sovraffaticato è un dipendente improduttivo. Senza un equilibrio gli individui si sentono meno legati al lavoro e la minore efficienza che ne deriva si è rivelata un fattore determinante nella mancanza di coinvolgimento dei dipendenti.

Dalla relazione Vacation’s Impact on the Workplace (7) della SHRM emerge che le persone hanno un potenziale di attenzione limitato. Se però hanno la possibilità di usufruire di pause dal lavoro, brevi o lunghe che siano, le loro prestazioni migliorano. Più del 90% dei professionisti HR che hanno partecipato alla relazione ritiene che le vacanze migliorano il benessere così come prestazioni e produttività.

Impatto finanziario

In base alla recente ricerca sui periodi di ferie  Project Time-off (8) elaborata congiuntamente da U.S. Travel Association e da Oxford Economics, le tradizionali giornate di ferie non usufruite hanno un impatto economicamente negativo tanto per i lavoratori quanto per le aziende. I dipendenti, sostengono, sprecano 52,4 miliardi di dollari all’anno perché si negano periodi di vacanza. I risultati finanziari delle aziende non sono molto migliori. Sono gravate da passività per ferie non usufruite pari a 224 miliardi di dollari (9) , ai quali aggiungere i 65,6 miliardi di dollari dell’anno appena trascorso.

Con le politiche favorevoli alle ferie illimitate, nota una relazione di Bloomberg Law (10), i datori di lavoro eliminano i tempi necessari per la registrazione dei dati. Non vi sono costi finanziari diretti, non maturano ferie e di conseguenza i giorni non usufruiti non vengono pagati alla fine.

Qual è la lezione?

Sebbene potrebbe non essere logisticamente possibile per alcune aziende rivedere completamente la politica delle ferie, dagli sforzi delle altre organizzazioni possono trarre alcuni spunti.

La politica in vigore deve essere chiara

Le politiche ambigue relative alle ferie sono stressanti per i dipendenti perché non rivelano con immediata chiarezza quale sia la cultura aziendale circa il tempo di astensione dal lavoro. Secondo Craig Bryant, fondatore di Kin HR (11), questa situazione determina una potenziale perdita di efficienza sul lavoro e, alla fine, il ricambio del personale. Dovrebbero essere messe a disposizione delle linee guida per spiegare ai dipendenti che le ferie sono un vantaggio e che essi sono incoraggiati a usufruirne.

La politica deve essere giusta

In un sondaggio condotto da Workforce Institute e citato in un articolo di CIO (12), “la causa numero uno dello stress da posto di lavoro è l’insufficienza del personale”. I dipendenti non vogliono avere la sensazione di dover finire il lavoro di altri o lavorare di più perché i colleghi sono in ferie. In queste situazioni si sentono contrariati e trattati ingiustamente. I dipendenti devono sapere che l’azienda è pronta a sostenerli e a coprire i vuoti con risorse extra.

La politica deve essere automatizzata e misurabile

Se non è misurabile, non è gestibile. L’assenteismo produce costi nascosti che incidono direttamente tanto sulla produttività quanto sul risultato economico. Quanto più precise sono la registrazione e la gestione dei dati, tanto più efficacemente l’azienda potrà misurare, pianificare e mettere a budget la spesa.

Previsioni

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le politiche delle ferie, con la loro generosità, flessibilità e semplificazione amministrativa, favoriscono una maggiore produttività, la riduzione dei costi, un coinvolgimento più profondo e maggiore dedizione. Tutto dipende dal fatto che i dipendenti sanno che i datori di lavoro sono comprensivi e vogliono contribuire a un equilibrio sano tra vita e lavoro. Quanto più ne sono convinti, tanto più si abbassano i livelli di stress e tanto più solida è la loro dedizione all’azienda. È un atteggiamento vitale, perché dipendenti soddisfatti creano posti di lavoro produttivi.

 

FONTI:

 http://www.cio.com/article/2866108/time-management-productivity/how-your-time-off-policy-can-cut-costs-and-improve-productivity.html

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TAGS: Assenza per malattia benefit ferie illimitate ferie pagate gestione delle ferie

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